CREATIVES ARE BAD '08 unisce Spagna e Italia in questa terza edizione, che si terrà in Italia nel mese d'ottobre. Le agenzie, gli studi di progettazione grafica e le web agency hanno tempo
fino al 12 settembre per inviare i loro lavori info@creativesarebad.com La segretaria resterà chiusa per ferie dal 9 al 24 agosto.
Una volta ricevuti tutti i lavori, la giuria filtrerà le opere pervenute, assicurandosi di esporre lavori realizzati su strutture progettuali concrete e rispettose dei criteri di correttezza morale comunemente riconosciuti ed accettati.
Terminato il lavoro da parte della giuria, sarà comunicato via e-mail a tutte le agenzie, studi di progettazione e web agency iscritti l'esito della selezione per CREATIVES ARE BAD '08.
Segretaria Organizzativa
Orario 9 a 13, 14,30 a 18,30
Tel/fax: +39 089 3122124
-----
CREATIVES ARE BAD '08 ha unido España e Italia en esta tercera edición, que se realizará en Italia en el mes de Octubre. Las agencias estudios de proyección gráfica y agencias web tienen de plazo hasta el
12 de septiembre para mandar sus trabajos a info@creativesarebad.com La secretaria organizativa permanecerá cerrada por vacaciones del 9 al 24 de agosto.
Una vez recibidos todos los trabajos, el jurado filtrara las piezas, asegurandose de exponer trabajos realizados sobre estructuras proyectuales concretas y respetuosas con los criterios morales comunmente reconocidos y aceptados.
Cuando se sepa el fallo del jurado se mandará un e-mail a todas las agencias, estudios de proyectación y agencias web con la lista de seleccionados para CREATIVES ARE BAD '08.
Secretaria Organizativa
Horario: 9 a 13, 14,30 a 18,30 CET
Tel/fax: +39 089 3122124
-----
Creatives are bad 08' joins Spain and Italy in this third edition, to be held in Italy in October. Agencies, graphic studios and web agencies have time
unti September 12 to send their works to info@creativesarebad.com . Admission office will closed for holidays from August 9 to August 24.
Once all submissions are received, the jury will filter all submitted works to ensure that thy are real projects conforming to commonly accepted and recognized ethical standards.
Once the jury finishes their work, the outcome of the selection will be transmitted to all agencies, graphic studios and web agencies that applied for CREATIVES ARE BAD '08.
Applications Office
Office hours: 9 a 13, 14,30 a 18,30 CET
Tel/fax: +39 089 3122124
Technorati
Profile

Grande novità per la terza edizione di
Creatives are Bad.
La mostra, realizzata dall'agenzia di comunicazione
MTN Company in collaborazione con
Comunitàzione.it, programmata per ottobre 2008, accanto ai lavori proposti dalle agenzie di tutta Italia riserva eccezionalmente uno spazio ad alcune agenzie spagnole.
Sarà pertanto possibile
scaricare da sito web ufficiale della mostra anche il
bando per la versione spagnola ridotta del 2008.
L'accordo di pratica instaurato quest'anno dall'agenzia italiana
MTN con l'
Universidad CEU-Cardenal Herrera di Valencia, che ha agevolato il contatto con le agenzie spagnole per questa edizione, apre la strada ad una edizione prettamente spagnola della mostra per la quarta edizione prevista per il 2009.
I creativi cattivi continuano a crescere e ad associarsi:
il dialogo diviene internazionale.
Di seguito la versione spagnola del comunicato stampa.
---
CREATIVES ARE BAD TENDRÁ PRESENCIA ESPAÑOLA
La exposición de piezas publicitarias rechazadas por el cliente, tendrá en su tercera edición una sección dedicada a las agencias españolas. MTN Company esta preparando la tercera exposición de "Creatives are bad"para el próximo mes de octubre en Italia. Esta exposición esta basada en la publicidad que el cliente rechazó y que por lo tanto nunca vieron la luz.
Esta original idea surgió en 2006, cuando los creativos de MTN Company pensaron en las veces que habían escuchado de los clientes las frases "la gente no la entenderá", "mmm...no me convence", " poco original" o "demasiado original" y han visto de este modo rechazado su propio trabajo. Piezas publicitarias fruto de largos brainstorming, de un afectuoso estudio estratégico, de instinto, de la creatividad mas extrema, de pasión y de decisión.
Conocedores del hecho que la publicidad rechazada vive todavía en la mente y en el corazón del publicitario "malo", las mejores agencias de comunicaciòn de la región de la Campania (Italia), decidieron rescatarlas y así nació "Creatives are bad. La primera exposición de publicidad rechazada".
Fue tal el éxito conseguido en esta primera edición de "Creatives are bad" que la agencia de comunicación MTN Company realizo una segunda edición en 2007, pero esta vez no solo para las agencias de comunicación de la región de la Campania sino también para las agencias de comunicacion del resto de Italia.
MTN Company tiene un acuerdo de practicas con la Universidad CEU-Cardenal Herrera de Valencia, esto ha hecho que la agencia de comunicación integrada se haya planteado la participación en esta tercera edición de "Creatives are bad" de agencias españolas, creando una bonita relación entre Italia y España.
Para el 2009 se realizara un "Creatives are bad" solo con la presencia de agencias españolas, dando asi a conocer las piezas publicitarias rechazadas por los clientes.
bandohttp://www.creativesarebad.com/bando_es.pdf solicitud de participacionhttp://www.creativesarebad.com/spcb_08.doc Technorati
Profile

Mancano pochissimi giorni alla data di scadenza fissata per la richiesta di partecipazione alla mostra
Creatives are bad! - mostra sulla comunicazione rifiutata , in programma ad
ottobre 2008.
Tanti i lavori giunti alla segreteria organizzativa, tante le agenzie che hanno aderito con entusiasmo alla terza edizione della mostra con in serbo tante novità interessanti.
Per gli indecisi o per i super impegnati, con poco tempo da dedicare alla selezione dei lavori da inviare, i cattivi di MTN vi ricordano che manca poco al termine fissato per la consegna degli elaborati. Entro il
30 giugno 2008 (considerate le numerose richieste la data è stata già prorogata), infatti, tutte le agenzie, studi di progettazione e free lance che intendono partecipare dovranno inviare, secondo le modalità previste nel bando, i propri progetti.
Vi ricordiamo, inoltre, di visitare e lasciare i vostri commenti sul
blog della mostra che raccoglie post sulle pubblicità che hanno suscitato polemiche e clamore nei diversi Paesi e che addirittura sono stati ritirati o censurati.
Anche questa volta la mostra è organizzata dalla
MTN in collaborazione con
Comunitàzione.it. Creativi cattivi vi stiamo aspettando!
Technorati
Profile

Un modo per generare
pubblicità d'impatto è sicuramente quello che vede operare un intelligente e tempestivo mix tra il prodotto che si intende proporre ed un evento di attualità di particolare interesse mediatico.
Attualità che oggi si identifica spesso nella
politica, o meglio, nei
leaders della politica: personaggi sempre più integrati in eventi mondani, che si ergono a "
testimonial" di convinzioni, valori e stili di vita, e che, proprio per questa inclinazione, vengono guardati con interesse dalla pubblicità.
A stimolare questa riflessione è stata la recentissima campagna realizzata dall'agenzia newyorkese
BBH per il noto prodotto
Axe (commercializzato da
Unilever), conosciuto ai più per la sua miracolosa fragranza in grado di rendere irresistibile qualunque uomo.
Special guest della pubblicità in questione
Hillary Clinton.
Da un primo impatto con la classica immagine della Clinton in "posa da presidente", l'attenzione passa all'iscrizione sulla spilla fieramente indossata da Hillary: "
Obama 2008". Si intuisce che
qualcuno, prima del dibattito, ha pensato di usare un po' del portentoso prodotto, provocando l'inevitabile inversione di marcia dell'unica donna in corsa verso la Casa Bianca, divenuta così sostenitrice del suo diretto concorrente (si ha anche una versione in cui la Clinton sostiene McCain).
Quello che inizialmente sembrava uno scherzo è stato realmente pubblicato su alcune testate (free press) americane nel momento
clou delle elezioni (nel "
Super Tuesday").
Axe ha fatto di nuovo
effetto: ma questa volta, vittima dell'irresistibile effluvio, non è la bambolina di turno, bensì la candidata alla presidenza degli Stati Uniti d'America, una donna d'acciaio.
Irriverente, ironica e perfettamente in linea con il tono comunicativo già adottato nelle precedenti campagne, questa pubblicità cavalca un'onda. Poco importa se alla fine della sua corsa si infrangerà contro la legge, perché intanto ha fatto parlare di sé, quantomeno, in tutto il mondo del web.
Un utilizzo altrettanto tempestivo dell'immagine di un uomo simbolo della politica è stato fatto dalla compagnia aerea
low cost Ryanair che, lo scorso 28 gennaio, ha utilizzato a fini promozionali una foto del presidente francese in carica,
Nicolas Sarkozy, con l'ex modella italiana
Carla Bruni.
Nella discussa reclame, pubblicata sul quotidiano francese
Le Parisien per sostenere il lancio della vendita di biglietti, figurano i due ignari testimonial. Un fumetto, posizionato accanto alla Bruni, recita: "
Con Ryanair, tutta la mia famiglia potrà venire al mio matrimonio".
Graficamente molto minimale, per certi versi anche volutamente elementare, ma realizzata con un'ottima tempistica, cosa che le ha consentito di sfruttare la popolarità della coppia e l'interesse concentrato sull'argomento da tutto il mondo del gossip.
Alla visibilità legata al tema si è aggiunta poi quella derivata dalla
polemica del portavoce della Presidenza francese, David Martinon, nei confronti del direttore marketing di
Ryanair, Matthieu Glasson, finita con una richiesta di risarcimento.
L'eco dalla faccenda, riecheggiata tra le pagine del quotidiano
Le Monde, conclusasi con le scuse ufficiali da parte della
Ryanair, è stata indubbiamente un'ottima occasione di visibilità per la compagnia che, tra l'altro, non è assolutamente nuova a questo tipo di comunicazione.
Già nell'estate del 2005 usa l'immagine di Winston Churchill; nel maggio 2007 è toccato al primo ministro polacco Jaroslaw Kaczynski; nel settembre 2007 al capo del governo spagnolo José Zapatero; a fine dicembre, infine, all'ex primo ministro svedese Göran Persson.
Una recidività incurante delle innumerevoli sanzioni pagate a seguito di altrettante denunce, che dimostra un indubitabile interesse da parte dell'azienda a continuare su questa linea comunicativa, che in un certo modo la distingue e la rende visibile.
E' dunque evidente quanto la comunicazione commerciale sia affascinata dalla politica, fino a coinvolgerla fisicamente, creando una sorta di attrazione (reciproca) tra
advertising ed
icone storiche e politiche. Hillary e Sarkozy, perciò, come è già stato, tra gli altri, per il Mahatma Gandhi (spot:
Telecom - 2004) ed un consenziente Gorbaciov (print:
Louis Vuitton - 2007).
Un connubio che si nutre di critiche, sfuriate sui giornali, ma anche spesso di un intimo compiacimento di chi riesce a sfruttarne la risonanza mediatica.
Ecco perché spaventa. Ecco perché subisce censure. Ecco perché esiste.
Articolo pubblicato su Post. Technorati
Profile

Tanti lavori giunti alla segreteria organizzativa di
Creatives are bad! - mostra sulla comunicazione rifiutata, in programma ad
ottobre 2008.
Tanti i cattivi che anche quest'anno hanno deciso di solcare insieme a noi i mari d'Italia e toccare le diverse tappe. Grande entusiasmo intorno alla
terza edizione della mostra e tante novità interessanti, che sveleremo solo più in là.
Per chi è ancora indeciso, o non ha avuto l'opportunità di selezionare i lavori da inviare, i cattivi di
MTN vi ricordano che manca poco al termine fissato per la consegna degli elaborati. Entro il
30 giugno 2008 (considerate le numerose richieste è scattata una
proroga!), infatti, tutte le agenzie, studi di progettazione e free lance che intendono partecipare dovranno inviare, secondo le modalità previste nel bando, i propri progetti.
Anche questa volta la mostra è organizzata dalla
MTN in collaborazione con
Comunitàzione.it.
Tra le novità che siamo felici di comunicare sicuramente un posto speciale riveste il
blog dedicato,sul quale aspettiamo i vostri commenti. Il blog presenta dei post sulle pubblicità che hanno suscitato polemiche e clamore nei diversi Paesi e che addirittura sono stati ritirati o censurati.
Un interessante approfondimento su un argomento che a noi cattivi sta molto a cuore!
Technorati
Profile

No, No, No e sempre No.
Quante volte i giovani (e non solo) creativi si sono trovati ad ascoltare queste parole. No perché il lavoro realizzato non soddisfa i desideri e le aspettative del cliente. No perché l'idea per essere realizzata richiederebbe investimenti spropositati (oggi ancor di più visti i sempre più ridotti budget in comunicazione da parte delle aziende). No perché il target non capirebbe il reale concept del messaggio. No perché il concept non può essere declinato con i diversi strumenti. No perché i nostri account non riescono a convincere i clienti della bontà del lavoro.
E a questo punto? Le agenzie si riempiono di manifesti mai visti, censurati prima ancora che il grande pubblico possa aver avuto modo di vederli, e che quindi le aziende possano misurarne l'efficacia.
Ma la pubblicità, dobbiamo ricordare, ha un altro giudice supremo. L'unico in grado di dare ed ottenere la vera censura. Di dire
NO. Stiamo parlando, ovviamente, dell'Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria e del Codice di Autodisciplina Pubblicitaria. Nato dalla collaborazione di imprese, agenzie specializzate e media, che hanno sentito l'esigenza di stabilire delle regole e di dettare norme di comportamento etico in un momento di crescente espansione delle comunicazione dovuta dalla rivoluzione tecnologica operata da internet, ha recentemente festeggiato i quarant'anni di attività con una mostra dal titolo “
Pubblicità con giudizio, 40 anni di pubblicità bloccate dal Giurì” allestita presso il binario
22 della Stazione centrale di Milano, e successivamente a Roma.
La mostra è un fantastico dietro le quinte, offerte dalle stesse aziende che hanno gelosamente conservato la pubblicità censurata, di un repertorio professionale degli ultimi quarant'anni.
Attraverso un excursus dei lavori, oltre alla possibilità di sfogliare la storia della pubblicità attraverso i visual ed i concept, e allo loro evoluzione negli anni, diventa interessante verificare i motivi del No, i motivi del si e le ragioni del Giurì.
Prendiamo qualche esempio. Secondo l'
art.10 del Codice “La pubblicità deve rispettare la dignità della persona umana in tutte le sue forme ed espressioni”. Per questo motivo viene censurata la pubblicità di
Radio Kiss Kiss Network del 2000 che mostra una donna in costume con le gambe che simulano la struttura delle antenne della radio accostata al corpo. Il giurì sentenzia “la donna viene utilizzata in una rappresentazione indecente”.
L'
art 9 recita “la pubblicità non deve contenere affermazioni o rappresentazioni di violenza fisica o morale che secondo il gusto e la sensibilità dei consumatori debbano ritenersi indecenti, volgari”.
A questo punto entra in scena la pubblicità realizzata dalla
Diesel nel '98, per pubblicizzare i jeans che raffigura una coppia di anziani, che indossa i jens, in atteggiamenti intimi.
Avete ancora voglia di vederne altre? Allora guardate la pubblicità realizzata da Toscani ( noto proprio per la realizzazione di campagne che lasciano il segno) per promuovere il brand
Benetton nel '91. Tale campagna è stata censurata perché opera uno sberleffo alle convinzioni religiose.
Recentemente ha fatto parlare di sé la pubblicità dell'
Ikea del 2005 la cui headline recita:
Portate i bambini all'Ikea. Ce li teniamo tra le palle noi.” Per il Giurì il messaggio risulta diseducativo e turbante per i piccoli.
Che il giudizio sia fondato e motivato, oggettivo e veritiero restano delle domande. Ma il pubblico cosa ne avrebbe pensato? Sarebbero state campagna in grado di spingere agli acquisti? E perché le aziende le hanno accettate e conservate come fossero cimeli?
Beh, non ci resta che ringraziarle per aver concesso allo stesso Giurì di mostrarcele.
Articolo pubblicato su Post Technorati
Profile
Rifiuto.
Una parola che non evoca niente di buono.
Una parola che, specie di questi tempi, puzza di indesiderato e di scomodo.
Tuttavia, proprio dalla
Campania, terra oggi infestata dai rifiuti, alcuni scarti prendono nuova vita.
Riciclaggio? Non proprio. Piuttosto,
un'occasione per riflettere sul perché di questa loro condizione. Interrogarsi sui motivi che hanno spinto qualcuno a farli diventare rifiuti. Nel vano auspicio che ve ne siano sempre meno. Ovviamente,
non stiamo parlando di spazzatura.
Piuttosto di lavori (opere sarebbe un po' presuntuoso). Lavori di comunicazione rifiutati dai clienti censurati dopo la loro pubblicazione che, da due anni a questa parte, sono l'anima di
“Creatives are bad! Mostra sulla comunicazione rifiutata”.
Dunque,
perché le pubblicità non vengono accettate? Ognuno sarà pronto a dare la sua risposta, a seconda delle sue esperienze lavorative e di vita. Se il lettore di questo articolo è un creativo, la colpa ricadrà di certo sul cliente, reo di non aver compreso la sua genialità e di essere troppo testardo e legato a preconcetti e stereotipi ormai superati.
Il cliente dell’agenzia, invece, non avrà difficoltà a prendersela con i pubblicitari che non hanno compreso le sue reali esigenze e si è lasciata troppo andare a fumosi viaggi con la fantasia.
E poi c’è lo
IAP (Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria). Come si legge sul sito istituzionale “
Il Codice assicura che la pubblicità sia onesta, veritiera e corretta”. Se una pubblicità, in sintesi, viene bocciata, il motivo risiede, molto probabilmente, nella sua scarsa onestà, veridicità o correttezza.
Infine c’è l’attore protagonista:
il cliente finale, colui che fruisce (più o meno volontariamente) della pubblicità. È lui
il giudice supremo di ciò che vede. E, alla fine, sarà lui a decidere se una pubblicità è buona o sbagliata. Sempre che arrivi on air e non rimanga nei cassonetti... perdon, cassetti.
In estrema sintesi, quali sono i motivi celati dietro al rifiuto? Impossibile dare una risposta. La verità, come in ogni cosa, varia a seconda dei casi. Impossibile, poi, trovare una soluzione. Esisteranno sempre pubblicità rifiutate e censurate. Ed esisteranno sempre creativi frustrati.
E creativi furbi.
Già, perché a volte il rifiuto, o meglio la censura, è cercato, voluto con tutte le proprie forze. È
la politica della discarica. Nessuno la vorrebbe, ma chi la realizza spesso ci guadagna.
Guardate il caso di
Paddy Power.
A noi italiani questo nome dirà poco o niente. In Irlanda, invece, si tratta di un brand notissimo.
Paddy Power, difatti, è la più importante azienda irlandese di scommesse e giochi su internet.
Ultimamente è tornata a far parlare di sé, anche fuori dai confini patri. Il motivo è la “campagna shock” (così è stata definita dalla stragrande maggioranza degli organi di stampa) per reclamizzare il nuovo servizio di Bingo on line.
Cosa c'era di così scandaloso? Il visual, consistente in
un uomo che tenta vanamente di allattare il figlio. A completare il tutto l'headline: “
Ma dove sono finite le donne?”
La risposta è semplice: a sperperare un po' di soldi sui siti di scommesse lasciando i poveri uomini da soli.
Un'immagine forte, non c'è che dire. Ma, si dirà, in giro si vede di peggio.
Fatto sta che
la pubblicità, pianificata sulla metro di Londra e sugli autobus di Dublino è
stata immediatamente bloccata. Via le immagini con il mammo, ma anche gli altri due annunci della campagna: un travestito che su un ring mostra il numero delle riprese ed un piatto con cioccolata, pop corn e patatine fritte, chiaramente preparato da un uomo.
Un incidente di percorso per Paddy Power?
Così sembrerebbe. Se non fosse che l'azienda è, per così dire,
specializzata in censure.
Questo, infatti, è già il terzo “scandalo” pubblicitario per i broker irlandesi.
Una pubblicità venne censurata perché l'
Ultima cena di Leonardo da Vinci era rappresentata come un tavolo di casinò.
Blasfema? Nulla a confronto di un'altra campagna cui toccò la stessa sorte. Paddy Power si reclamizzò utilizzando la foto di un passaggio pedonale con
due vecchietti che tentavano l'attraversamento ed un'auto che sopraggiungeva: sul primo anziano, in palese difficoltà, un riquadro indicava che la posta era pagata 2 a 1; sulla seconda, all'apparenza un po' più agile, si faceva capire che la scommessa era pagata 4 a 1. Lo slogan: “
Rendiamo le cose più interessanti”.
Insomma, per Paddy Power
obiettivo raggiunto. Come si sa, quando mancano altri argomenti,
la censura è meglio di qualsiasi altra trovata pubblicitaria.
In Irlanda, come nel resto del mondo, i rifiuti possono valere oro.
Articolo pubblicato su Post Technorati
Profile

Gli squali si stanno radunando per solcare di nuovo i mari d'Italia, partendo dalla Campania.
Creatives are Bad, anche quest'anno, cerca lavori
rifiutati dai clienti, o
censurati e
ritirati.
La
partecipazione alla mostra è aperta a tutti gli
studi di progettazione per la comunicazione visiva ed alle
agenzie di comunicazione d’
Italia.
Ancora una volta le
categorie saranno divise in base alle diverse discipline del mondo della comunicazione ed in base ai media di cui esse si servono:
-
progettazione grafica per la comunicazione visiva (concorsi, progettazione di identità visiva, infodesign, manifesti, etc.);
-
adv (stampa e/o in esterna);
-
spot tv.
A breve saranno pubblicate le
date definitive e la
location della presentazione della mostra.
Se ti senti
cattivo e vuoi unirti al gruppo, scarica il
bando ed
iscriviti!
Per scaricare il modulo di iscrizione http://blog.creativesarebad.com/docs/mod_iscr_cab08.doc Per scaricare il bando dell'edizione 2008 di Creatives are Bad collegati all'indirizzo
http://www.creativesarebad.com/getdoc.php?id=17
Technorati
Profile

Da oggi parte ufficialmente il
blog di
Creatives are Bad!
Perché?
La
mostra sulla comunicazione rifiutata che da tre anni sta facendo parlare l'
Italia è nata con l'intento di
far conoscere pubblicità o lavori di progettazione grafica altrimenti sconosciuti.
Ma anche -e soprattutto- per
discutere delle problematiche legate al mondo della comunicazione.
Perché determinati lavori vengono rifiutati? Scarso livello qualitativo, agenzie sorde alle esigenze del cliente, committenza con scarsa cultura della comunicazione, o clienti troppo intrusivi nel lavoro dell'agenzia?
Creatives are Bad! è dialogo.
Conversazione tra agenzie, committenza e utente finale.Discutiamone, dunque, insieme. Su questo blog.
Commentate o
scriveteci a
info@creativesarebad.com Non fate i "cattivi". Vi aspettiamo numerosi!
Technorati
Profile
pag
1 /1