Una donna si avvicina titubante ad una portamisteriosa, sulla quale è posta in grande evidenza la targa che riporta l'inconfondibile sigla XXX, dando inizio allo spettacolo presentato dalla “Diesel Productions”. Un turbinio di colori, ritocchi grafici del peggior Paint ed effetti sonori, essenziali quanto ben integrati, che vanno a sovrapporsi a circa ottanta clip di film, stile porno-trash, degli anni '70. Lo spettacolo comincia con un koala che abbraccia una donna per coprirne le nudità e poi via con un cavallo al galoppo, un flipper, le maracas, un'armonica e l'immancabile banana. Il massimo del kitsch in 80 secondi di risate maliziose. Il video, assolutamente viral, realizzato dalla The Viral Factory e destinato a diventare un cult, si intitola “SFW XXX”, dove l'acronimo SFW viene ironicamente sostituito al suo opposto, Not Safe For Work (utilizzato per segnalare contenuti sessualmente espliciti online), e la sigla XXX viene utilizzata “anche” per indicare l'evento ispiratore: la celebrazione del trentesimo anniversario del marchio Diesel. È l'ultimissimo viral video targato Diesel, un vintage che già impazza sul web, sbeffeggiando la censura con link sempre diversi, trasportato in giro per il mondo virtuale dalla volontà degli stessi utenti divertiti, regalandoci così un altro eccellente esempio di massima visibilità a costo zero! La controversa campagna, che senza grossi sforzi di fantasia può essere facilmente riconducibile agli anni '70, gioca molto sul numero 30, che, guarda caso, è anche l'età del target di riferimento individuato per l'evento. Il tono, esplicitamente irriverente, trasgressivo e soprattutto unconventional, incarna perfettamente la storica filosofia aziendale, mentre la stessa scelta del porno ripercorre sentieri ben noti all'azienda che si è fatta già conoscere (e censurare) con gli hard-viral diffusi qualche tempo fa per la linea Diesel underwear. Contenuti sessuali palesi, forse gratuiti, capaci di scatenare polemiche, dibattiti e vere e proprie discussioni sui forum. Eh già, è proprio questa la parte più interessante. Tanti sono i post che fanno riferimento a questo argomento, assolutamente variegati i contenuti: di cattivo gusto, inutile, geniale, trash, esilarante, volgare... Ma, per quanto molti dei commenti a tutti questi post pubblicati siano negativi, c'è da sottolineare che ce ne sono tantissimi, e già questo è indicativo del fatto che l'argomento fa parlare, esperti e non: pertanto l'obiettivo è centrato. Un successo legato alla capacità di creare appeal, intorno ad un elemento oggettivamente di cattivo gusto, sfruttando l'ironia più adatta al target di riferimento, facendo riemergere con astuzia l'adolescente nascosto nel trentenne di oggi, regalandogli un tuffo negli anni settanta attraverso un mix di ricordi tra porno e cartoon in una forma espressiva evidentemente superata ma indubbiamente efficace. Un successo legato soprattutto alla competenza comunicativa di chi è stato in grado di non violare la “genuinità” di un montaggio pseudo amatoriale con rovinosi interventi marcatamente ed esplicitamente commerciali. Un successo legato al gradimento del pubblico, giudice supremo di ogni comunicazione, che ha gradito l'idea e l'ha premiata con la viralizzazione della sua diffusione. Una scelta comunicativa già rodata, quella scelta dalla Diesel, che conta noti precedenti, come quello dello spot della “patatina” di Siffredi per Amica Chips che, prima dell'immancabile sentenza del Giurì, è riuscito a farsi apprezzare anche sul piccolo schermo. Tuttavia dietro l'angolo, a volte attesa più del solito, c'è sempre la censura, pronta a stroncare la legittimità di contenuti discutibili, che come combattenti caduti in battaglia, diventano eroi e vengono ricordati più dei soldati che riescono a tornare a casa sani e salvi. Proprio questi fiori recisi di creatività, come è stato già per lo spot di Siffredi, costituiscono uno dei principali oggetti d'osservazione di Creatives are Bad , l'evento organizzato dall'agenzia MTN Company . Ancora una volta la mostra della comunicazione rifiutata, giunta alla sua terza edizione, raccoglierà esempi di successi ed insuccessi comunicativi messi in discussione dalla censura e, partendo dalla Campania, li porterà in giro per l'Italia, facendo una prima tappa a Torino, World Design Capital 2008. Technorati
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Sociali network e web 2.0, la nuova frontiera della censura Internet è da anni la nuova anima del commercio, la nuova frontiera del business. Ma dagli esordi sono cambiate tante cose: i siti da mere vetrine delle aziende sono diventate delle autentiche finestre di dialogo con gli utenti, attraverso la creazione di nuove forme di comunicazione bidirezionali ed interattive. Parola d'ordine è diventato coinvolgere, dialogare, scambiarsi informazioni e condividere opinioni. Sono nati nuovi prodotti, dai nomi diversi, ma tutti con le stesse finalità. Parliamo di community, blog, social network, che oggi raccolgono centinaia e migliaia di utenti tutti connessi ed intenti ad apportare il loro contributo, dove è richiesto, e per ricercare amici, lavoro ed amanti... Questo dato non poteva essere sottovalutato dalle aziende che hanno dovuto adeguarsi ai nuovi trend e, ovviamente, neanche la censura poteva restare indietro. «La vita è breve, trovati un amante»: è l'intrigante slogan che campeggia sul sito web AshleyMadison.com, il primo social network dedicato a persone sposate alla ricerca di rapporti extraconiugali. Gli iscritti a questo sito web sono di solito mariti o mogli che all'apparenza vivono una stabile e tranquilla relazione di coppia, ma che in realtà sono stanchi dei loro rapporti monogamici e non ne possono più di un'esistenza monotona e noiosa. Quest'agenzia di appuntamenti online garantisce massima riservatezza e, offrendo la possibilità di incontrare solo partner già sposati, assicura un «adulterio sicuro», che non dovrebbe mettere a rischio la propria relazione matrimoniale. Per iscriversi bastano 49 dollari e chiunque potrà creare sul sito web una pagina con il proprio profilo. Quindi potrà chattare, scambiarsi email e magari incontrarsi con una persona dell'altro sesso iscritta al social network. Il successo di Ashley Madison è confermato dai numeri: creato nel 2001, oggi può contare su più di due milioni e mezzo di iscritti. Per crescereancora di più, il sito aveva ideato degli spot televisivi che sono stati trasmessi solo per pochi giorni sulle tv americane, ma poi sono stati improvvisamente cancellati, probabilmente perché troppo audaci. Uno di questi, pubblicato su Youtube, vede come protagonista una coppia che all'inizio della pubblicità corre verso la camera da letto, spogliandosi velocemente. I due si baciano e si accarezzano e, mentre sono in procinto di consumare appassionatamente un rapporto sessuale, compare una scritta in sovrimpressione che recita: «Questa coppia è sposata, ma non l'uno con l'altra». Infine, appare lo slogan del social network: «La vita è breve, trovati un amante». Sfatato, dunque, il tabù sul matrimonio trattato anch'esso dalle pubblicità in modo ironico e senza mezzi termini. Sono pochi i temi che ancora non vengono utilizzati in maniera ironica e creativa dalla comunicazione e quindi soggetti ad essere censurati o comunque bocciati dagli stessi committenti. I temi preferiti restano quelli di attualità, che lasciano adito a più interpretazioni e soprattutto colpiscono di più l'utente per la loro contestualità. Ne fanno le spese questa volta i poveri monaci tibetani. L'agenzia spagnola NGT ha realizzato una campagna per il brand Minimax, specializzato in materiale antincendio, che ha preso spunto dai fatti di cronaca relativi alle proteste pro Tibet contro la fiaccola olimpica pechinese. Il rifiuto, arrivato direttamente dal committente della campagna, è stato motivato con un "politicamente scorretta". La campagna sarebbe, quindi, rimasta nei cassetti dell'agenzia, che ha invece deciso di partecipare e quindi metterla in mostra alla terza edizione di Creatives are bad 2008- Mostra sulla comunicazione rifiutata, in programma a dicembre a Torino, nell'ambito di Torino World Design Capital 2008. La mostra organizzata dalla MTN Company, agenzia di comunicazione integrata di Cava de'Tirreni, quest'anno esporrà circa 140 tavole pubblicitarie realizzate da agenzie italiane e, per la prima volta, anche spagnole. Sul sito dedicato www.creativesarebad.com è possibile consultare la lista delle agenzie partecipanti e scoprire, a breve, date e modalità di accesso. Technorati
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La segreteria organizzativa di Creatives are Bad, organizzata dalla MTN Company, agenzia di comunicazione integrata di Cava de'Tirreni, in collaborazione con comunitàzione.it, ha pubblicato l'elenco completo delle agenzie selezionate per prendere parte alla mostra sulla comunicazione rifiutata.
La lista, consultabile sul sito web ufficialehttp://www.creativesarebad.com/, comprende un totale di 54 agenzie, di cui 45 provenienti da tutta Italia e 9 spagnole. Queste ultime partecipano, in via del tutto eccezionale, in vista dell'ulteriore ampliamento dei confini territoriali dell'evento.
Altra novità, per la terza edizione di Creatives are Bad, è la partecipazione al progetto World Design Capital che, per il 2008, vedrà come capitale mondiale del design la città di Torino.
La mostra dei creativi è stata selezionata per prendere parte, nel mese di dicembre, a questo interessante progetto globale che punta alla promozione del design, occasione eccellente per diffondere a più ampio raggio la cultura territoriale.
Segretaria Organizzativa Orario 9 a 13, 14,30 a 18,30 Tel/fax: +39 089 3122124
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La secretaria organizativa de Creatives are Bad, organizada por MTN Company, agencia de comunicación integrada de Cava de'Tirreni, en colaboración con Comunicatazione.it, ha publicado el elenco completo de las agencias seleccionadas para formar parte de la exposición sobre comunicación rechazada.
La lista, consultable en la página Web oficialhttp://www.creativesarebad.com/, comprende un total de 54 agencias, de las cuales 45 provenientes de toda Italia y 9españolas. Estas últimas participan de forma excepcional, en vista de una posterior ampliación de los confines territoriales del evento.
Otra novedad, para la tercera edición de Creatives are Bad, es la participación en el proyecto World Design Capital que, para el 2008, verá como Capital mundial del diseño la ciudad de Turín.
La exposición de los creativos ha sido seleccionada para formar parte, en el mes de diciembre, en este interesante proyecto global que apuesta por la promoción del diseño, ocasión excelente para difundir en un radio mucho mas amplio la cultura territorial. Technorati
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2008. Una campagna pubblicitaria fa il giro del mondo, poi arriva in Italia dove turba, indigna, scandalizza. A scatenare le polemiche è, in particolare, l'immagine di una donna che morde il dito medio di una mano maschile, chiara metafora di un atto sessuale. La pubblicità viene pubblicata su alcune riviste femminili, poi interviene l'Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria, che torna a decretare una censura dopo le altrettanto discusse campagne di Dolce&Gabbana e Rocco Siffredi. Lo Iap motiva la decisione di bloccare la diffusione della pubblicità additandola come eccessivamente volgare, irrispettosa della femminilità e troppo esplicita circa il riferimento sessuale. A proposito, lo scatto di Terry Richardson, che ritrae un'aggressiva Noah Mills, pubblicizza occhiali da sole. Il risultato è che la pubblicità, seppure bloccata sulla carta stampata, è divenuta una delle più celebri immagini del web e, in ogni caso, continua indisturbata a svolgere il suo ruolo nel sito web del marchio reclamizzato. È la piccola storia, impolverata dalle polemiche, dell'ultima trasgressione di Tom Ford: uno scatto fortunato che si è distinto tra gli altri, assolutamente altrettanto meritevoli, della stessa campagna realizzata per la collezione primavera-estate 2008. Ultima, perché, ovviamente, lo stilista americano non è assolutamente nuovo a simili provocazioni. E lo dichiara provocatoriamente, dietro una facciata di irrisorio rispetto, quando nella pre-home del suo sito web si preoccupa di avvisare l'utente del contenuto sessualmente esplicito delle immagini contenute prima che questo vi acceda inconsapevolmente. Ma, seppure volessimo concordare sull'eccesso di volgarità riscontrato dallo Iap nell'immagine incriminata, non resta comunque una reazione ridicola alla luce delle altrettanto, se non più, volgari immagini della stessa campagna? E poi, si può realmente parlare di scandalo e risentimento, quando a pochi giorni e a qualche km di distanza, la gigantografia di un paio di seni molto prosperosi fermava il traffico ammirato nel quartiere Fuorigrotta di Napoli? Quella del decollète, è un'altra storia esemplificativa dell'incoerenza made in Italy e delle potenzialità pubblicitarie insite nell'istigazione alla polemica: la censura che si contrappone all'evidente apprezzamento dei passanti. Due generosi seni in primissimo piano che incarnano (ed è proprio il caso di dirlo) due vulcani, sullo slogan “Vesuvio ed Etna mai così vicini”, e che la modella copre solo in parte con le sue mani, la cui abbondanza è vistosamente sottolineata dalle dimensioni dell'affissione sul muro perimetrale dell’ex sferisterio per una grandezza totale di 80 metri per 3. È interessante evidenziare che il processo creativo che ha condotto l'agenzia Fabris adv a generare questa campagna è passato per numerosi passaggi, ben più logici e rappresentativi delle due realtà regionali, per poi giungere all'unanimità alla nota soluzione. Soluzione che ha indiscutibilmente portato alla ribalta il visual e, di conseguenza, anche il messaggio della compagnia di navigazione TTTLines relativa ai nuovi collegamenti veloci tra Campania e Sicilia. Ma, soprattutto, ha fatto parlare e fa ancora parlare per aver saputo osare, più che per l'immagine in sé, che al giorno d'oggi non si può definire realmente hard, per l'associazione proposta, seni-vulcani. Ciò che questi due casi, come altri, mettono in evidenza è lo stridente contrasto tra la reazione moralista, perbenista, e forse dovuta, di chi si oppone infastidito a quelle che vengono definite esibizioni di volgarità, e l'apprezzamento della stessa volgarità da parte di chi si ferma beato a guardarne le espressioni. Questo fa pensare che, tutto sommato, a una gran parte del pubblico non importa che il visual di tante moderne campagne di comunicazione sia forzatamente e, spesso, insensatamente ricondotto a contenuti marcatamente sessuali, e lo conferma la consolidata abitudine di molti creativi a ricorrere consapevolmente a tali mezzi, spesso con successo. Si potrebbe parlare, in un certo senso, di un processo di innalzamento di percezione da parte del pubblico. Quello che deve essere compreso è se si tratti di un processo senza ritorno, o di una curva destinata a recuperare quota al momento della saturazione della pubblicità osé e volgare, con un'auspicata virata verso una pubblicità artistica e più propriamente creativa. Technorati
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Guerrilla marketing tra ricerca di visibilità e legalità. Un trittico spesso inconciliabile, una necessità per ogni azienda che si scontra con ostacoli d'ogni tipo: dalle leggi morali alle leggi dello Stato. In ogni agenzia di comunicazione che opera sul campo del non-convenzionale prima o poi viene affrontata questa spinosa tematica. Tra oltranzisti, convinti che nel bene o nel male l'importante è far parlare di sé, e moralisti, sostenitori della causa dei più deboli (bambini, persone suscettibili ed anziani), spesso non c'è un vero vincitore. Chi ha ragione? Esiste un limite al guerrilla? A dirimere le questioni spesso ci pensano le Istituzioni. Con blocchi, multe e censure. Censura, appunto. Che colpisce anche chi meno te l'aspetti e quando meno te l'aspetti. L'ultimo caso nasce proprio in questi giorni. Il palcoscenico sono gli Europei di calcio 2008 di stanza in Austria e Svizzera. Un contenitore economico del valore di ben 3,34 miliardi di euro. L'indotto, stimato da un recente report di Stageup, è nell'ordine di 1,4 mld di euro. È un evento di sport-business capace di attrarre ricavi commerciali per 1,94 mld, così suddivisi: diritti tv pari a 1.250 mln e sponsorizzazioni per 690 mln di euro. Com'era prevedibile, dunque, la maggior parte degli introiti deriva dalle televisioni e dagli ambitissimi (e costosissimi) diritti. Ma proprio dalle tv è nato, come anticipato, un clamoroso caso. I dirigenti della Tv pubblica austriaca e svizzera hanno recentemente accusato l’Uefa, proprietaria (per la prima volta) dei diritti televisivi degli Europei di calcio 2008, di censurare le immagini sgradevoli nelle repliche mandate in onda. Elmar Oberhauser, direttore dell’informazione della Tv pubblica Orf, che trasmette le partite in Austria, ha commentato allarmato che “non è accettabile non poter mostrare ai telespettatori tutto ciò che succede durante le partite”. “Respingiamo con forza ogni forma di censura che riguarda eventi sportivi”, ha sottolineato il direttore generale del gruppo audiovisivo pubblico svizzero SRG-SSR, Armin Walpen. In occasione dell’incontro Austria-Croazia, che si è disputato l’8 giugno a Vienna, l’Uefa avrebbe censurato le immagini che riguardavano l’entrata in campo di un tifoso croato e quelle dei fumogeni accessi, nonostante l’espresso divieto, nelle tribune croate. “Fino a oggi non è successo niente di importante”, ma il controllo dell’Uefa sulle immagini da far passare ai canali televisivi “mette in evidenza una problematica di fondo che non può essere accettata”, ha dichiarato Oberhauser. Immediate sono partite le proteste, orali e scritte, indirizzate all'Uefa. Che, ovviamente, ha smentito. Il massimo organismo del calcio europeo si è detto, infatti, “sorpreso” delle insinuazioni fatte dalle televisioni pubbliche svizzere e austriache ed ha affermato che non sono state in alcun modo censurate le immagini televisive delle partite di calcio. Al di là delle dichiarazioni di facciata, tuttavia, pare che l'embargo sulle immagini ci sia realmente stato. In particolare ad essere colpite dal veto sarebbero state le immagini di un solitario invasore di campo croato. Che c'entra col guerrilla? “diranno subito i miei piccoli lettori”. Ebbene, come dichiarato dalla stessa Uefa, “la polizia austriaca ha poi scoperto che il tifoso croato faceva uno spot pubblicitario per una marca di birra”. Un'iniziativa decisamente low cost per lo sconosciuto brand che, con un'azione fulminea e sicuramente impattante, avrebbe ottenuto una copertura mediatica planetaria. Qualcosa, però, non ha funzionato e la tattica è rimasta visibile “solo” alle migliaia di spettatori seduti sulle tribune ed ai censori dell'Unione europea delle federazioni di calcio. Il dibattito, dunque, torna ancora una volta alla ribalta. Qualcuno asserisce che il vero guerrilla sia proprio questo, quello che fa della sorpresa, dell'imprevedibile e, in definitiva, dell'illegale, la sua arma in più. Del resto è innegabile che tale tattica non-convenzionale abbia visto la sua genesi nell'underground metropolitano, in azioni decisamente border line. Ma, con l'ingresso sulla scena dei top spenders, il panorama sembrava essere cambiato. Attenti all'immagine, molti brand hanno richiesto sempre più spesso azioni sì impattanti, ma sempre e comunque all'interno delle leggi dello Stato. Forse è proprio qui il nodo della questione. È possibile ideare azioni di guerrilla rispettando tanto le leggi quanto gli animi più sensibili? La risposta è sicuramente positiva, tenendo conto di quanto (di belllo) si vede in giro. Ma, soprattutto, è giusto optare per la politica del “purché se ne parli”? Technorati
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Siamo nelle integerrime terre d'Inghilterra. La tv, per cinque settimane, mette in onda uno spot che solleva un polverone di polemiche e reazioni a catena. La scena si apre sul mattino frenetico di una famiglia qualunque. Colazione in tutta fretta. Manca la mamma, ma poco importa, c'è un “cuoco” che prepara una merenda per i piccoli, rigorosamente a base di maionese. Solo pochi attimi per salutare. È il momento della scoperta: il papà stampa un sorprendente bacio sulle labbra di quello che si rivela essere il “mammo” di casa. Scandalo. Poco più di 200 individui organizzati reclamano, segnalando il proprio disappunto alla Advertising Standards Authority del Regno Unito. Con mille scuse ed una motivazione (“stavamo scherzando”) lo spot viene ritirato. Ma accontentare gli eterosessuali omofobi vale ad indignare gli omosessuali che oppongono alle appena 205 proteste, oltre 1300 firme raccolte in poco più di 12 ore in una petizione online sotto il testo: “Heinz ha preferito i clienti omofobi rispetto a quelli che pensano liberamente”. Lo scandalo omosessuale, “incomprensibilmente” scatenato dalla Heinz, una multinazionale americana che produce salse (!), si trasforma presto in un caso commerciale, che induce la sottovalutata comunità LGBT britannica ad intraprendere un'azione di boicottaggio. Quella della maionese, però, non è la prima occasione di scontro tra due opposti modi di concepire la libertà di espressione sessuale scatenata dalla pubblicità, ne è solo l'ultimo eclatante caso. Altrettanto recente è la censura operata in Francia dal Bureau de Vérification de la Publicité su una campagna prodotta dall’Ines, l’Istituto nazionale per l’educazione alla salute, in cui due uomini in atteggiamento intimo (ma non volgarmente esplicito) sostengono il claim “L’Hiv è sempre qui, proteggetevi”, che si ripropone di porre sullo stesso piano etero ed omosessuali. Infine, la campagna realizzata qualche anno fa dal discusso Oliviero Toscani per Ra-Re. Nonostante l'opposizione dello stesso autore, che parla di equivoco interpretativo legato al vizio degli osservatori di etichettare ciò che vedono, le immagini si presentano fortemente connotate dall'omosessualità, con uomini che si toccano con disinvoltura nelle parti intime per pubblicizzare capi d'abbigliamento. Quelli presentati sono tre casi completamente diversi dell'uso di rappresentazioni omosessuali che consentono di affrontare la questione dell'adeguatezza e della capacità di usare l'immagine giusta al momento giusto, senza voler cercare necessariamente l'eccesso. I pubblicitari sono prima di tutto antropologi, che studiano i comportamenti umani e scelgono le strategie più adatte al fine di carpirne l'attenzione e veicolarne i comportamenti, specie quelli d'acquisto. Nel caso dell'omosessualità, la pubblicità non fa altro che mettere in luce pregiudizi culturali radicati nella società da secoli. E lo fa troppo spesso, banalmente, per far parlare di sé, senza alcun intento sociale. Una famiglia alternativa per parlare di maionese: alla scelta discutibile di utilizzare queste immagini si aggiunge il carico di superficialità, ancor più “offensiva”, della motivazione ricercata nell'ironia, addotta dal presidente di Heinz UK, Nigel Dickie. Umor inglese? Altro caso è quello del settore della moda, notoriamente più trasgressivo e progressista, per il quale la scelta dell'immagine omosessuale, forse, può essere addirittura definito trendy. Infine, la prevenzione. Etero ed omosessuali hanno le stesse possibilità di contrarre l'Hiv, ragion per cui hanno diritto alla stessa informazione. Col rischio di apparire poco poetici, ciò che nella realizzazione di una campagna non dovrebbe essere perso di vista è il fine economico, oltre che informativo, del messaggio. E quindi non dovrebbe essere prioritaria l'irragionevole volontà di impressionare ad ogni costo, o farsi portatori di idee che neanche si è in grado di sostenere fino in fondo. Per non finire come la Heinz che, con un'inversione di marcia, è incappata in un danno economico superiore alle potenzialità dello stesso messaggio pubblicitario. Technorati
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Allusioni, giochi di parole, frasi più o meno esplicite. Queste le strategie usate dalla agenzia pubblicitaria della Tim per promuovere la Maxxi Estate su tv nazionali, radio ed altri canali. E nel giro di pochissimo tempo (ovvero più veloce della stessa promozione) si è alzato un vento di polemiche e di indignazione, fino ad arrivare ad una interrogazione parlamentare. Lo spot rappresenta una ragazza hippy che scopre di essere rimasta incinta e, dopo aver fatto il classico test di gravidanza, annuncia il lieto evento via sms a una serie innumerevole di giovani e non, tutti utenti Tim e tutti potenziali padri.
Il concept è stato ritenuto lesivo della dignità della donna, dell'amore e soprattutto della maternità in quanto diffonde un'idea mortificante e superficiale dell'atto stesso. Queste le dichiarazioni dell'On. Alessandra Mussolini, Presidente della Commissione Parlamentare per l'Infanzia, a cui si sono aggiunte quelle delle On.Gabriella Carlucci e Manuela Di Centa che hanno annunciato un'interpellanza urgente alla Camera dei Deputati. Sulla stessa linea anche il Movimento Italiano dei Genitori che ritiene lo spot dannoso soprattutto per gli adolescenti perché promuove un messaggio negativo che sostiene costumi sessuali basati sulla promiscuità e sul gioco. “I valori della maternità e paternità vengono svuotati di senso e ridicolizzati. Se non bastasse questo, la cosa che più ha provocato proteste fra i genitori, è anche la scarsa attenzione nei confronti di un corretto comportamento sessuale: qui un comportamento sessuale completamente disinibito e privo di accortezza e sicurezza viene presentato in una luce positiva, e gli adolescenti, oggetto giustamente di anni di campagne sulla sicurezza sessuale contro malattie come l’AIDS, vedono crollare tutti insieme una serie di punti di riferimento: questo non è ammissibile, e per questo chiediamo l’immediata sospensione dello spot”, queste le dichiarazioni di Elisabetta Scala, Responsabile Osservatorio Media del Moige.
Legata alle logiche del mercato commerciale, la pubblicità è realizzata in maniera ironica e sfrutta mode e costumi degli anni settanta, quando la filosofia hippy era la regina assoluta con milioni di seguaci, fra cui, molto probabilmente, anche le stesse persone che oggi sono rimaste scandalizzate. Il messaggio della lieta novella è così annunciato con leggerezza e contemporaneamente a tutti i membri della community sparsi in luoghi più o meno raggiungibili.
La Tim, dopo aver fornito la sua versione, lancia, incurante di tutto, una nuova campagna, sempre più irriverente e sconsacrante, per promuovere i nuovi cellulari marchiati Mtv, la televisione del gruppo Telecom Italia. Realizzato per un target composto chiaramente da giovani e teenager è anch'esso realizzato su doppi sensi ed azioni più o meno esplicite.Lo spot rappresenta un'abituale scena di coppia movimentata da un simpatico orsetto che si propone come una valida alternativa in grado di risollevare il morale di un'annoiata ragazza il cui fidanzato è troppo impegnato a guardare la TV per dedicarle attenzioni. L'orsetto, molto avvezzo alla nuova tecnologia, le invia tramite sms l'esplicito invito. Non soddisfatta del primo spot, l'agenzia lancia la seconda versione. La scena questa volta si apre con una mega festa in casa con tanto di musica, sballo e divertimento durante la quale, sempre il simpatico orsetto, appartatosi in un'altra stanza, intrattiene sotto le lenzuala due giovani donzelle. Interrotto dall'improvviso arrivo dall'impegnato ragazzotto l'orsetto e le due ragazze scacciano l'intruso per continuare a seguire l'interessante trasmissione trasmessa sul cellulare.
Ecco la nascita di un nuovo binomio: sesso ed animali. Secondo voi questa volta scenderanno in campo le Associazioni di protezione degli animali? Insomma di argomenti per alzare polemiche e discussioni la Tim, in quanto committente, e l'agenzia come ideatrice, ne hanno lanciate a iosa. Bisognerà solo aspettare per scoprire cosa accadrà. Technorati
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Sono tanti i lavori giunti alla segretaria organizzativa, tante le agenzie, gli studi di progettazione, free lance italiani e spagnoli, che hanno aderito con entusiasmo alla terza edizione della mostra Creatives are Bad.
Creatives are Bad, comunica che la lista completa delle agenzie selezionate a partecipare alla mostra sulla pubblicità rifiutata, sarà pubblicata sul sito www.creativesarebad.com entro la fine di settembre.
La segretaria organizzativa ringrazia tutti quelli che hanno partecipato e che hanno reso possibile la realizzazione della terza edizione di Creatives are Bad. Technorati
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CREATIVES ARE BAD '08 unisce Spagna e Italia in questa terza edizione, che si terrà in Italia nel mese d'ottobre. Le agenzie, gli studi di progettazione grafica e le web agency hanno tempo fino al 12 settembre per inviare i loro lavori info@creativesarebad.com La segretaria resterà chiusa per ferie dal 9 al 24 agosto.
Una volta ricevuti tutti i lavori, la giuria filtrerà le opere pervenute, assicurandosi di esporre lavori realizzati su strutture progettuali concrete e rispettose dei criteri di correttezza morale comunemente riconosciuti ed accettati.
Terminato il lavoro da parte della giuria, sarà comunicato via e-mail a tutte le agenzie, studi di progettazione e web agency iscritti l'esito della selezione per CREATIVES ARE BAD '08.
Segretaria Organizzativa Orario 9 a 13, 14,30 a 18,30 Tel/fax: +39 089 3122124
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CREATIVES ARE BAD '08 ha unido España e Italia en esta tercera edición, que se realizará en Italia en el mes de Octubre. Las agencias estudios de proyección gráfica y agencias web tienen de plazo hasta el 12 de septiembre para mandar sus trabajos a info@creativesarebad.com La secretaria organizativa permanecerá cerrada por vacaciones del 9 al 24 de agosto.
Una vez recibidos todos los trabajos, el jurado filtrara las piezas, asegurandose de exponer trabajos realizados sobre estructuras proyectuales concretas y respetuosas con los criterios morales comunmente reconocidos y aceptados.
Cuando se sepa el fallo del jurado se mandará un e-mail a todas las agencias, estudios de proyectación y agencias web con la lista de seleccionados para CREATIVES ARE BAD '08.
Secretaria Organizativa Horario: 9 a 13, 14,30 a 18,30 CET Tel/fax: +39 089 3122124
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Creatives are bad 08' joins Spain and Italy in this third edition, to be held in Italy in October. Agencies, graphic studios and web agencies have time unti September 12 to send their works to info@creativesarebad.com . Admission office will closed for holidays from August 9 to August 24.
Once all submissions are received, the jury will filter all submitted works to ensure that thy are real projects conforming to commonly accepted and recognized ethical standards.
Once the jury finishes their work, the outcome of the selection will be transmitted to all agencies, graphic studios and web agencies that applied for CREATIVES ARE BAD '08.
Applications Office Office hours: 9 a 13, 14,30 a 18,30 CET Tel/fax: +39 089 3122124 Technorati
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Temi provocanti, irriverenti, scottanti. Queste le strategie per attirare i nuovi consumatori, ormai stanchi delle solite campagne, ossessionati dai tanti mezzi di comunicazione a disposizione dei pubblicitari, e di conseguneza pronti a voltare immediatamente pagina o a fare zapping pur di non sorbirsi i 30” di pubblicità. Ed allora arriva la carica delle pubblicità che sfruttano concept alternativi, ad oggi poco sfruttati, in grado di suscitare polemiche, clamore ed addirittura censura.
E' degli ultimi giorni una pubbicità lanciata dalla Vodka svedese Absolut, noto brand di superalcolici, che da sempre cammina sul filo del rasaio con comunicazioni promozionali che sfidano o sfiorano la censura. La recente pubblicità ha quasi causato un incidente diplomatico tra gli Stati Uniti ed il Messico, aprendo vecchie ferite ed antichi dissapori. Lo spot mostra una mappa degli Stati Uniti del 1830, quando alcuni dei più importanti Stati americani, dalla California al Texas, appartenevano ancora al Messico. Nella mappa la parte Usa del continente, molto più piccola dell’attuale, è in marrone e la parte messicana, molto più vasta, è in verde. La didascalia spiega: «Il mondo absolut», che in inglese significa anche il mondo perfetto. Come a dire: gli Stati Uniti dovrebbero restituire al Messico il territorio strappato. In Messico la pubblicità ha avuto, ovviamente, un enorme successo: i messicani non hanno mai perdonato agli Usa di avere portato loro via, dopo la guerra del 1848, con il Trattato di Guadalupe, la Alta California e Santa Fè de Nuevo Mexico, ossia il vastissimo territorio oggi coperto dalla California, il Texas, l’Arizona, il Nuovo Messico e lo Utah. Neanche a dirlo, invece, negli Usa la pubblicità ha suscitato lo sdegno generale e provocato una furiosa reazione. Michelle Malkin, una personalità televisiva e una politologa neocon, ha invitato gli americani a boicottare la Absolut. Un invito ascoltato al punto che la ditta svedese ha dovuto ritirare la pubblicità. Invano la Vodka Absolut ha dichiarato che il suo intento era solo di divertire il pubblico messicano e attirarne l’attenzione, non di riaprire vecchie ferite.
Non è questo il primo caso in cui l'azienda si è trovata sotto i riflettori per aver lanciato una comunicazione provocatoria, ma rivolgendosi ad un pubblico giovane e di tendenza la Absolut Vodka sceglie quasi sempre concept trasgressivi. Sembra che la trasgressività, infatti, sia una delle chiavi di successo di una pubblicità in termini di ritorno economico e di impatto sul target.
Ed in quanto argomento di grande impatto, la morte costituisce spesso il contesto privilegiato per attirare l'attenzione di consumatori che desiderano vivere controcorrente e che sono capaci di apprezzare il sottile umorismo nero di molte pubblicità contemporanee.
Il rischio è sempre quello di urtare la sensibilità di qualcuno e quindi di sfiorare il cattivo gusto, come nel caso di 'Absolute Silence'. Lo slogan che commenta la foto di una lucida bara nera. La morte, descritta nei termini di 'silenzio assoluto', viene spiegata come estremo rito sociale e presentata come una esperienza da prendere con 'spirito'. Il Pay off mette in gioco l'associazione fra lo 'spirito' come alcool e lo 'spirito del defunto': 'compleanni, laurea, il giorno del matrimonio… ero lì a brindare ad ognuna di queste ricorrenze. Così, da un grande spirito ad un altro, eccomi qui per celebrare il più duraturo dei riti'.
L'idea di sfruttare un'occasione triste, come il funerale, a scopi pubblicitari può risultare macabra ai più, però a ben pensarci...ma sì, perché non sfruttarla per promuovere la propria immagine, per allacciare una rete di relazioni, per incontrare potenziali clienti?
E non fate finta di sdegnarvi davanti a questa ipotesi. A quanti è capitato in un momento simile di aver stabilito un contatto e di aver scambiato la propria business card? Technorati
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